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del 2004 all’articolo VI si stabilisce che Madame Y (cio Margherita) si impegna a versare un importo netto di (omissis) tutti i mesi a (omissis) (la Societ). Sono i soldi (770 mila euro mensili) che Margherita gira alla madre in contropartita dell’usufrutto su una lunga serie di beni. Ma, appunto, a incassare il vitalizio (9,2 milioni di euro annui) non Marella direttamente ma una societ, tuttora sconosciuta copia originale del documentoGrande attesa ieri alla taverna dei cattivi metallurgici circa il pronunciamento del noto beone sull’imminente referendum, per verificare se si sarebbe allineato alle coraggiose posizioni di Fassino, Chiamparino, Renzino (il sindachino fiorentino)

Compagni, amici, fratelli, soldati della rivoluzione. Innanzitutto mi preme esprimere qui pubblicamente la mia solidariet a quell’autentico Fantozzi del terzo millennio che quel povero (povero davvero, a dispetto del cachet) Marchionne, il quale non altro che un servo, benché ben retribuito, adibito a fare da parafulmine umano (e lo fa molto bene) di un sistema asservito al capitale, al mercato, alla propriet.

Il nemico non Marchionne: costui solo un facente funzioni, un mero esecutore, colui che non pu fare altrimenti. Il nemico il mercato, che viene accettato con fatalismo e rassegnazione come se fosse una legge della fisica, la forza di gravit, una calamit naturale, mentre il mercato un’invenzione dell’uomo; qualcosa deciso dagli speculatori finanziari, i soli a guadagnare da ‘questa’ globalizzazione.

Fatemi capire a chi altri porta vantaggi, dove stanno gli aspetti positivi di questo ‘cambiamento’ che promette il portavoce Marchionne.

Si schiaccia, si umilia, si ricatta una classe lavoratrice che gi ora fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, viaggiando intorno ai mille euro al mese, minacciando di farla finire sul lastrico se non si piega, se non mette nero su bianco: signors padrone. Una classe lavoratrice costretta a condurre un’esistenza reificata, pura protesi di macchinari , che le spezza la schiena, le braccia, i muscoli in cambio di un assegno che le consente a malapena di sopravvivere, che per il tempo non le lascia risorse per libri, cinema e teatro, ma le consente solo un giro all’hard discount e la televisione (la televisione! con quei bei programmi che fanno!). E questa sarebbe vita? Si rimpinguano le tasche di un tapino, servo fra i peggior servi del sistema, che per sua stessa ammissione non fa mai vacanze, veste malissimo, consuma le sue giornate e i suoi polmoni fra 70 sigarette al d, riceve parolacce, improperi, minacce, invettive e, quel che peggio, i complimenti e l’apprezzamento di Sacconi e Cicchitto. Tutti questi sacrifici umani per ottenere che cosa? Per produrre medicinali, farmaci salvavita, per sfamare il pianeta,
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per combattere l’inquinamento? Insomma, per contribuire ad un progetto di progresso, di benessere dell’umanit? Niente di tutto questo: per produrre gingilli per supercafoni, quei gipponi che ingombrano, inquinano, consumano pi di quanto dovrebbe un razionale e ragionevole mezzo di locomozione. Ditemi dov’ l’aspetto positivo, perché io non lo vedo. Se vincesse il no non sarebbe affatto finita. I legittimi proprietari, gli operai, potrebbero, dovrebbero occupare lo stabilimento, sollevare un caso nazionale, chiamare a raccolta ogni realt antagonista, organizzare una ‘nuova’ marcia dei 40.000, imporre di riaprire la trattativa puntando a un ripensamento, una riconversione che miri ad un diverso progetto, modelli meno inquinanti, un nuovo piano di mobilit sostenibile, denunciando l’inanit della politica industriale nazionale di un governo imbelle, che magari proprio su questo potrebbe cadere Non sottovalutiamo la forte valenza simbolica di questo referendum. La vera posta in gioco ben altra. Si tenta di estorcere ai lavoratori l’assenso per introdurre il peggior autoritarismo in fabbrica e poi in ogni altro luogo di lavoro. Il vero quesito non : volete voi l’investimento a Mirafiori? Ma bens, volete voi una vita di merda, un mondo di merda? S o no?

Scappa fuggi e salva qualche cosa in te, e non lasciarli fare, non diventare un uomo da bruciare

Quando leggo o sento parlare di queste cose, mi viene sempre in mente, la lungimiranza e la saggezza di un grandissimo industriale nostrano.

A rag mi spiace riportarvi sempre il solito esempio, ma colpa mia se come lui ce ne sono pochi?

Ricordo che ai tempi, il vecchio Pietro Barilla, pose in essere una personalissima battaglia di lotta alla disoccupazione locale, sostenendo che “prima assumo i parmigiani, attorno allo stabilimento, poi mi allargo verso l in una politica che poi gli creava sicuramente un ritorno in termini di cotsti (un dipendente vicino che va a lavorare in bicicletta, costa sicuramente di meno e rende sicuramente di pi di uno che deve fare 20 o pi chilometri in macchina tutti i giorni!) salvo poi creare ad hoc, in colaborazione con la locale Azienda del trasporto Pubblico, una linea di autobus apposito per TUTTI i suoi operai.

Oggi i figli, sembrano voler seguire il suo esempio, in funzione della prossima apertura di un nuovo stabilimento deputato alla produzione di sughi e conserve poich quelli attuali sono prodotti dal collaborante Rodolfi Mansueto (quello dell sostenevano infatti in un che “no, lo stabilimento vedr i natali nella nostra provincia anche per offrire nuovi posti ai cittadini di Parma e Provincia, in questo momento di crisi!”.

5500 persone che lavorano e producono un reddito oppure no, riguarda anche tutta un’altra schiera di soggetti che da quei redditi ne traggono reddito a loro volta, se non ricchezza da spendere magari nell’acquisto di un fiammante SUV Alfa made in Mirafioriche ne soil proprietario del centro commerciale dove i 5500 andranno a passeggiare la domenica pomeriggio.

Per quale ragione si vogliono far pesare esclusivamente sulle quelle 5500 spalle, imponendo un peggioramento della condizione economica e lavorativa, i sacrifici in nome di un mercato che non ha pi niente da dire se non il fallimento delle teorie che hanno permesso diventasse l’unica legge degna di rispetto?

Me lo spieghi, Edmondo Andrea De Amicis, senza tirare in ballo, il tamburino sardo, il piccolo scrivano fiorentino e neppure il generoso pastaio parmense?

Mettiamola cos: un GRUPPO deve decidere DOVE ubicare uno stabilimento.

Fino al 1861 l’orizzonte, per chi parlava italiano, erano il Regno delle due Sicilie, Regno di Piemonte e Sardegna, Granducati vari. Lombardo Veneto (Impero Austro Ungarico).
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dimissioni cariche della polizia

Oltre 500 manifestanti per chiedere le dimissioni della giunta Vignali. La gente protesta in piazza. Episodio particolare all secondaria del municipio, poi le cariche delle forze dell LE IMMAGINI

La piazza insorge di nuovo. Dopo venerd scorso, circa 500 persone si sono radunate nel pomeriggio davanti al Palazzo Comunale di Parma per chiedere le dimissioni della Giunta e soprattutto del sindaco Pietro Vignali dopo lo scandalo corruzione. A controllarle un nutrito spiegamento di forze dell compreso un contingente di carabinieri in tenuta antisommossa arrivati da Bologna. Slogan, fischi, cartelloni: tutti contro gli amministratori. VIDEO: VIDEO DEGLI SCONTRI

PORTA SECONDARIA, CARICHE POLIZIA Intorno alle 18 si verificato il momento di tensione pi alto. Un gruppo di persone, tra cui studenti universitari, ragazzi dell Lab, autonomi e altri con sacchi neri di finto denaro hanno raggiunto una porta secondaria del Comune, nella strada che affianca lateralmente il municipio. Con forza i ragazzi hanno spinto e la porta ha ceduto: i giovani hanno cos fatto irruzione nel cortile del Comune. Alcuni carabinieri si sono accorti del fatto e hanno tentato con un cordone di bloccare la cosa. Qualche momento di tensione fra manifestanti e forze dell Poi le cariche della polizia. Poco dopo seguita una seconda carica dei carabinieri. Il bilancio di quattro feriti lievi ma i momenti di grande tensione sono durati per diversi minuti. Anche il comandante della guardia di Finanza Geremia arrivato nella piazza davanti al municipio per assistere alla situazione.

VOCI DI DENUNCE E LENZUOLATE Dopo le cariche intanto, in piazza, fra i manifestanti comincia a correre la voce che alcune delle persone coinvolte nelle cariche siano state denunciate. Intanto sarebbe in programma per gioved una lenzuolata in citt, come quella del 1975 fatta per chiedere le dimissioni di una giunta corrotta.

ROSE, BANDA BASSOTTI E FISCHI Alcuni cittadini, nonostante il consiglio sia stato annullato, si sono vestiti come la banda bassotti con tanto di sacchi di plastica neri col simbolo del dollaro in segno di sfott ai consiglieri. Rose distribuite (al posto di quelle mai comparse sul Lungoparma e citate nell come scandalo di fatture gonfiate) ai consiglieri da parte dei giovani di Sinistra studentesca (LEGGI)

SINDACO ASSEDIATO Il sindaco, il suo vice e diversi esponenti della giunta sono letteralmente assediati e rimangono rinchiusi all del municipio dove, fino a tarda sera, sono previste riunioni per decidere il futuro della maggioranza. Soltanto dopo le 21, quando viene comunicato che come nuova mossa stato licenziato il direttore generale del Comune Carlo Frateschi, il sindaco scortato fugge da un uscita secondaria in auto. Vignali in giornata aveva annunciato che non si sarebbe dimesso, ma che nel 2012 non si ricandider GUARDA LA FUGA DEL SINDACO

L reato. Vignali: non lo sapevo comune in rosso di 500 milioni di euro. Vignali: non lo sapevo Natale non esiste. Vignali: non lo sapevo Il popolo di Facebook non perdona e scatena il tormentone lanciato dalla pagina potere (GUARDA LE IMMAGINI). La bacheca di non lo sa affollata da una sfilza di battute al vetriolo lasciate da cittadini parmigiani delusi dalle giustificazioni del sindaco sullo scandalo corruzioni.

Pare addirittura che qualcuno di loro sia stato leggermente pi ed invece di le fatture dei fornitori alle sue esigenze, abbia PROPRIO FATTO SPARIRE il materiale dei fornitori. Nella fattispecie, un assessore, che ha fatto sparire dai luoghi di stoccaggio, 200 vasetti di rose, deputate all delle rotatorie e finite poi ad abbellire il proprio giardino e quello dei parenti.

Io comunque, se quello che intendevi, non ho partecipato agli scontri, sono troppo impegnato in altre cose: Musica; pallavolo (e pallavoliste); lavori domestici; preparazione alle ferie (venerd 8 ultimo giorno) ed altro.

La situazione politica locale per, non tranquilla, malgrado il sindaco dichiari che al mio posto per il bene della citt anche se non mi ripresenter alle elezioni del 2012 da bravo comandante che non avbbandona la nave che affonda.

Pensate che, Mercoled, dopo la splendida partita della World League Italia Cuba (4.900 spettatori PAGANTI), ho ironizzato con l allo sport, dicendogli: CHE SPETTACOLO IL PALAZZETTO PIENO ASSESSORE, MENO MALE CHE ERA ED INCAPACE DI CONTENERE GRANDI EVENTI SECONDO ME CROLA PRIMA LA GIUNTA CHE VOLEVA DEMOLIRLO DI LUI! e lui dopo avermi fatto segno di parlare piano, si allontanato ridacchiando!
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“Tu da che parte stai, con gli oppressi o gli oppressori?” Don Gallo a Baget Bozzo

Stasera, avvertiti ma non atterriti per la piega che stanno prendendo gli eventi, si parla di.

“Quando una nave affonda buona norma fare due cose afferma Nepoziano primo: mettersi in salvo. Secondo: aiutare gli altri. Se muori tu per primo, se non salvi prima te stesso, come potrai aiutare gli altri?”

“Costruisci prima il socialismo per te stesso concorda Narsete citando Franceschini (non il ministro, Alberto)

“Il problema che molti, troppi, si fermano al primo step dice Nausicaa salvano se stessi e poi chi s’ visto s’ visto”

“Forse una volta si poteva fare cos, prima del 2008, quando ancora c’era il capitalismo spiega Nicandro ora dire che stiamo tutti sulla stessa nave pi di una metafora. L’Occidente una nave da crociera, a forma piramidale; sotto ci sono gli schiavi di sempre, cambiano solo i nomi: servi della gleba, ebrei usa e getta a costo zero nelle fabbriche tedesche, extracomunitari sotto caporalato, sfigati nostrani precari salariati a intermittenza qualcuno deve pur produrre plusvalore per i piani alti, per coloro che si abbronzano e si annoiano su in coperta Dopo il fallimento della Lehman Brothers (AAA) cambiato il mondo: il capitalismo, gi malato di vecchiaia (che, lo ricordo en passant, una malattia mortale) entrato in coma. Viene tenuto artificialmente ‘in vita’ da caduche manovre delle banche centrali mentre nessuno ha il coraggio di staccare la spina, perché si sa cosa viene dopo”

“Il capitalismo una vicenda umana e come tutte le vicende umane ha avuto un inizio e avr una fine parafrasa Naturelle. Ma vi sembra logico, umano, ‘naturale’, vedere aumentare il proprio ‘capitale’, grande o piccolo che sia, standosene in poltrona? Il denaro come seme che origina una pianta che poi dar fruttibisogna essere proprio Pinocchio che crede al gatto e la volpe per avere fede in un sistema simileNon viene il dubbio che comunque qualcuno dovr pur ‘lavorare’ per noi mentre stiamo comodi in poltrona?”

“Eppure c’ della gente convinta che questa crisi passer osserva Narsete che tutto torner come prima: la ripresa, il lavoro, la crescita”

“La crisi, la recessione, ‘questa’ recessione, totale, definitiva illustra Nepoziano ha il merito di chiarire, di esaltare le contraddizioni: c’ un mondo diviso fra il 10%, su in coperta, e il 90%, gi in sala macchine, ai fornelli delle cucine, in lavanderia, alle pulizie. Su in coperta sanno che stato un bel viaggio, ma che volge al termine, vogliono solo tirarlo pi in lungo possibileE si inventano, presentandole in maniche di camicia, le manovre ‘del fare’ (s, fare fuffa) come se fosse compatibile all’interno del medesimo sistema (che ha la prerogativa di imporre scelte a perdere) esigere l’impignorabilit della casa e la lotta all’evasione; oppure nelle banche ammorbidire le pressioni commerciali che determinano indubbiamente maggiori margini di profitto (che a loro volta arrecano altrettanti indubbi danni alla collettivit) e salvaguardare il personale in esubero; avere la coscienza a posto e contemplare i migranti morti nelle reti dei tonni; botte piena e la moglie ubriaca Arriva prima o dopo il tempo delle scelte!”

“Suvvia, con una parziale redistribuzione della ricchezza si potrebbe tirare avanti ancora dei bei anni opina Nicea qualcuno anzi pensa che cos si potrebbe anche andare avanti all’infinito ogni tanto si molla qualche briciola in pi e i tapini si accontentano poi quando le briciole non bastano fai sembrare il lavoro un lusso, un privilegio, una concessione e loro corrono, noncuranti del salario, delle condizioni, dei diritti”

“Credo che se anche fosse possibile fornire un reddito minimo di cittadinanza di 5.000 euro netti mensili a chiunque, il mondo sarebbe uguale ritiene Nausicaa il tasso di infelicit sociale non diminuirebbe. Il problema non la disponibilit economica, ma la disuguaglianza. L’alternativa, la scelta non fra economia di mercato (che non esiste) ed economia pianificata. Tutta l’economia pianificata. Il punto che ora pianificata da un pugno di privati, eletti da nessuno. La soluzione non la distribuzione della ricchezza (che comunque non sarebbe mai abbastanza) ma la distribuzione della povert (lo so, un concetto difficile.)”.

Queste dunque i vaneggiamenti degli italiani consapevoli della straordinaria fortuna di vivere in presa diretta la pi maestosa, apocalittica, risolutrice crisi economica della Storia, il privilegio di assaporare e respirare a pieni polmoni il Fine Impero.

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Io in Libia ci sono stato mezza giornata soltanto l giorno ha affermato La Russa e ho visto un Paese assolutamente civile, di livello pi avanzato rispetto a molti Paesi africani. Io se fossi uno che ha il diritto di chiedere l credo che in Libia mi troverei in una condizione non molto diversa di tanti altri Paesi europei. Mi sentirei meno garantito che in Italia, ma ugualmente garantito forse come se fossi in Spagna

Ho ascoltato queste parole alla radio tornando dal lavoro: Radio 24 “La Zanzara” . Potete riascoltarle in podcast all della trasmissione, oppure ascoltare e vedere qui:La prima cosa che mi venuta in mente stata la precisa definizione che in due parole ha dato il Cardinale Bagnasco dello stato delle cose in Italia: “DISATRO ANTROPOLOGICO”.

Indipendentemente dalla persona che tale definizione ha utilizzato e dalla posizione che ricopre e indipendentemente dal contesto e dal riferimento, mi pare che niente di pi esatto si possa dire per fotografare la situazione italiana.

Se le parole avessero ancora un senso in questo paese sbranato, se la dignit avesse dimora in questo paese stuprato, se la vergogna non fosse svanita in questo paese offeso e ferito, se, appunto, il DISASTRO ANTROPOLOGICO non si fosse compiuto in questo paese perduto, non vedo come si potrebbe accettare una simile ipocrisia e presa per il culo.

Come si pu accettare in nome del business qualsiasi compromesso, baciare mani assassine, inginocchiarsi di fronte a cotanta merda constringendosi ciechi?
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fa un rivoluzione a met non fa altro che scavarsi la fossa Louis Antoine de Saint Just

In questo week end quaresimale ho letto Il grillo canta sempre al tramonto (chiarelettere, 2013).

Scritto sotto forma di dialogoi dell Grecia, culla della civilt, della democrazia e del pensiero occidentale, un testo utile per capire qualcosa del MoVimento. Utile quanto chiedere all se il suo vino buono.

Tuttavia il lettore attento sapr cogliere interessanti spunti di riflessione.

I dialoganti sono l DF, neofita del MoVimento, e BG e GC, cofondatori dello stesso.

Si parte dall della disorganizzazione rispetto all esistente, premessa necessaria per spiegare la natura rivoluzionaria del progetto, ricorrendo anche a evidenti paradossi, esaltando il traffico di Bombay come quello di Napoli. Tutto il pensiero che sta alla base dell politica del MoVimento necessita di questa rimozione, del superamento del qualunque esso sia, senza chiedersi se, benché anche l del semaforo abbia una sua utilit.

Il fatto che questo mondo fondato su valori e mezzi vecchi vada male, molto male, costituisce un formidabile volano per il pensiero nuovo, inedito. La gente giustamente stanca di soffrire, vede tante ingiustizie, le paga sulla propria pelle, ed aperta al cambiamento, finalmente. Il problema consiste nel guardarsi da chi offre facili soluzioni. E facile indicare il male, ci che non va. Pi difficile comprenderne le cause, separare il grano dal loglio, non buttare il bambino con l sporca, tanto per continuare con le metafore Il salto logico dal tutto male ergo tutto la forza degli argomenti per es. dei testimoni di Geova. Per loro ogni obiezione pu essere facilmente confutata con l vuoi perpetuare il vecchio! che la mia non una critica volta a contenere gli eccessi rivoluzionari, a procedere per gradi, col riformismo, col moderatismo niente affatto. Anzi, proprio perché ritengo necessaria per questa societ un rivoluzione, mi dolgo delle prospettive che sembrano emergere dal di questo nuovo fenomeno chiamato M5S.

Fra tante cazzate espresse, fra tazzine del caff che ti salutano e cartelli stradali che ti riconoscono, in un barlume di lucido intervallo nella sua follia a un certo punto GC dice che il problema la remunerazione selvaggia del capitale, come se il capitale potesse sopportare una remunerazione dolce, potesse sopportare regole. Al che l BG, ribatte che aveva gi detto tutto Marx. Eh gi (cfr V. Rossi)

GC poi critica l di ricchezze personali, dice che al massimo una persona dovrebbe avere 3 o 4 milioni. A parte che sulla cifra si pu discutere, mi chiedo: cos un auspicio? Oppure un punto qualificante del programma? E in questo caso, come si attua? Tanti Kulaki non consegnarono spontaneamente i latifondi. Zuckerberg, Murdoch, gli Stati Uniti non manifestano ostilit a questo progetto, ma anzi offrono mezzi, sostegno, ambasciatori mah.

La decrescita, lavorare meno lavorare meglio, il reddito minimo (ma io porrei anche la questione del reddito massimo), la lotta agli sprechi, le energie rinnovabili, la democrazia diretta, assemblee telematiche che decidono del destino della collettivit (si chiamano soviet): tutta musica per le mie orecchie. Ma davvero si pensa che questo paradiso in terra sia cos a portata di mano, con un clic? I rapporti di forza rovesciati senza colpo ferire, gli oppressori che se vanno sconfitti e scornati allargando le braccia, dicendo andata male Sorge il dubbio di un feroce,
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gattopardesco maquillage. Paragonabile all messa in campo dall marketing del Vaticano, probabilmente dopo aver letto a pag. 136 che nessun papa si era ancora chiamato Francesco. Nella societ dell basta apparire in un certo modo per dare l del cambiamento, e per mantenere buoni tutti che maggiormente atterrisce il messaggio di semplicit, la dicotomia facilit contro complessit. Lo stesso BG nei comizi urla che la politica, l sono semplici. Un messaggio sbagliatissimo, soprattutto nei confronti dei pi giovani. Fa venire i brividi, perché fa pensare alla malafede. Chi pi maturo sa che nella vita non c nulla di semplice: ogni impresa impossibile o difficile. Ma ci che impossibile genera frustrazione e ci che difficile genera ansia. Ansia e frustrazione non sono comodi veicoli di propaganda. Perci si punta sulla semplificazione dei problemi. Puro berlusconismo.

La panacea di tutti mali viene dunque individuata nella sacra dove tutte le intelligenze si connetteranno per risolvere tutti i problemi, e vissero felici e contenti. Non disconosco certo l di internet, un mezzo davvero rivoluzionario, tuttavia rilevo che esso non serve a connettere intelligenze, ma informazioni, che possono essere pi o meno intelligenti, pi o meno giuste e attendibili, pi o meno utili; e non mi si venga a dire che la la fa la rete stessa. Gi sentita, come quella che il mercato premia il merito se anche fosse, se anche internet realizzasse il mondo perfetto, quello del 100%, troverei quel posto un pessimo posto per vivere, un incubo. di Spielberg, un bambino buonissimo che obbedisce sempre e comunque ribadisco: un incubo. Ricordo che lo stesso De André affermava che l un giorno grazie alla tecnologia potr anche andare sulle stelle, ma certe domande, per fortuna, non smetter mai di porsele. Lo stesso DF a pag. 71 solleva il problema, quello del mantenimento della propria individualit, l coltivazione dell so voi, ma io ho terrore della superficialit. Internet il trionfo della superficialit. Un a wikipedia e pensi di sapere quanto serve circa un determinato argomento. GC sembra non nutrire lo stesso terrore, anzi. Sta crescendo una generazione che fa surfing sull sulla cultura. Che resta in superficie, non approfondisce. Per approfondire non basta leggere il titolo di un articolo di giornale, ma l articolo. Per studiare non basta leggere il bignami di wikipedia, ma leggere libri, tanti libri. Baricco (guarda caso spin doctor di Renzi) anni fa aveva analizzato il fenomeno di questa nuova specie animale (I barbari) che resta in superficie. Una generazione siffatta non pu certo impensierire il potere e spiega benissimo l Renzi: si avverte come nuovo qualcosa che in superficie appare tale, senza fare la fatica di approfondire, di ascoltare ci che dice, e di capire che ci che dice vecchissimo.

La superficialit, la semplificazione dei problemi evidente anche dall alla pornografia, con la rete che elimina i magnaccia, che fa il paio con l di sindacati. Via tutti gli intermediari ergo problemi risolti. Si accetta serenamente la mercificazione del sesso e lo sfruttamento del lavoro salariato, probabilmente con la scusa che ci sono sempre stati e quindi sempre ci saranno. Trovo tutto questo poco rivoluzionario dal punto di vista culturale. A pag. 130 si preconizza l dell bancaria: se ho 50.000 euro da prestare vado su un sito e trovo chi ne necessita, ci si accorda sul tasso e affare fatto. Certo, certo evitiamo di approfondire la valutazione del merito creditizio e della capacit di rimborso restiamo in superficie e tanti auguri! Bestialit simili si leggono anche a proposito della salute: salvo casi gravi (bont loro) disintermediamo anche i medici che tanti anni hanno sprecato sui libri e curiamoci su internet, scambiandoci pareri su sintomi e cure in appositi forum brividi. Mi auguro che si tratti solo di provocazioni.

Mi auguro davvero che il mondo che verr non sia una somma di algoritmi, che vellicano i nostri gusti catalogati grazie a miliardi di piace Non si pu accontentare tutti, e il 100% non l mai nessuno. Chi dice il contrario mente, e illude. Si tratta di capire se questo fenomeno, nato probabilmente in buona fede, avr davvero effetti rivoluzionari oppure funger da ultimo maquillage del potere, affinché tutto cambi perché nulla cambi, per travestire i soliti rapporti di forza per preservarli dalla crisi. Spiace scomodare sempre i soliti per le citazioni ma la rivoluzione non un pranzo di gala, un atto di violenza. Qui invece si dice che questa una rivoluzione ma senza ghigliottina. Ecco perché fallir.

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In questo week end piovoso ho concluso (per la serie estiqaasti) la lettura di Assalto a un tempo devastato e vile (G. Genna, minimum fax, versione 3.0). Lunghissima, a tratti interminabile sequela di pipponi mentali di questo autore cult che considera, egli stesso, questo testo la sua opera cult, scritta a fine anni e via via assemblata con aggiornamenti fino al 2009. L si toccano vette che sconfinano nello stucchevole e ti fanno pensare male che non scriver mai cos .

Dal punto di vista sostanziale credo di ravvisare il tema dominante nel dolore. Il dolore impregna ogni riga delle oltre trecento pagine dove non scorgo, forse perché ben nascosta, ma pi probabilmente proprio non c alcuna traccia di ironia. Il dolore dipinto sui volti dei parenti, tutti di estrazione propriamente proletaria, il dolore fisico delle malattie, e delle cure, fino al dolore non fisico che attanaglia ogni genio come Genna (anche qui senza ironia) quando inevitabilmente prende coscienza di come stanno le cose (come stanno assaggiando i giapponesi: siamo briciole sulla tavola dell che pu essere sparecchiata da un secondo all

Numerose le citazioni tratte da testi situazionisti, riconoscibili dai brani in corsivo, ma anche sparse qua e l nel testo in corpo standard, quasi che fosse farina del suo sacco, ma niente di male: il plagio necessario, il progresso lo implica. Qualche scadimento del manicheismo e nel pregiudizio: i bancari non sono tutti come l descritta e le spese di gestione di un c/c raramente stracciano la cifra di truffe telematiche. Qualche azzeccata intuizione come l di quel passo evangelico dove quel tale che la sapeva lunga intima di spazzare via i mercanti dal tempio,
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poiché il mercato il virus inoculato nei nostri corpi; e il tempio il corpo. Tornando al tema del dolore, si diceva che esso inevitabile allorquando ci si imbatte nella verit. Che non : non c niente da fare. Ma piuttosto: c molto, tutto da fare. Una simile consapevolezza pu risultare schiacciante. Pu condurre alla end zone, come si evince dalla analoga sorte toccata a geni citati nel testo (Debord, Deleuze, Wallace) ai quali aggiungo gli sconosciuti Cesarano, Ginosa, gente che sedeva sinistra di Debord, suicidatisi ancora pi giovani di lui, situazionisti sconfinati nel comontismo. Tuttavia vorrei ricordare a Genna e a quelli come lui, come me, che il Traité insegna che nella vita non si raccolgono solo pietre nere, e la rivoluzione pu scaturire se ci interpelliamo (anche) circa le pietre bianche; e che Vaneigem non era, non meno genio e situazionista dei succitati, ma un settantasettenne che ancora vive, legge,
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scrive e lotta insieme a noi.

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La faccia di Bersani quel giorno e la nostra.

HO TROVATO QUESTO IN INTERNET MI SERVE L DI LEOPOLDO PER UN SUO PARERE SULLA Modern Money Theory school of economics E LA VERIFICA DEI DATI SU IRLANDA GRECIA PORTOGALLO( ovviamente se vuole)

Posso solo immaginare l’esondazione dell’isterismo scomposto dell’Italia di ‘quelli giusti’ quando a Palazzo Chigi entrer Bersani TUTTI impazziti di gioia: “S!!!! adesso, pi o meno a distanza di qualche settimana dall’insediamento del PD unto dal Colle, l’Italia guarisce! Respiriamo, fi nal men te!”, sorridono i violasantorinigirotongrillini, e incalzano al grido: “Prima cosa, l’economia salva. Era l’olezzo di quel nano decomposto che teneva lontani i miliardi di euro all’1,3% di tassi d’interesse dai titoli di Stato italiani. Ora lo spread Btp con i bund tedeschi va da 400 a 1 in 10 secondi, come una frenata di Vettel. Ora sar chiaro a tutti che l’Europa sempre stata amica dell’Italia, e per fortuna che c’ l’Euro!”

Postulato dei sopraccitati: la causa della disgrazia economica di oggi, cio del fatto che i mercati ci hanno sfiduciati e chiedono al governo oltre il 6% di interessi per comprargli i suoi titoli di Stato (per prestargli i soldi) sospingendolo al fallimento,
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la mancanza di credibilit di Silvio Berlusconi. Via lui da Palazzo Chigi, via la disgrazia. I mercati torneranno a prestarci denaro a tassi del tutto ragionevoli.

Postulato della Modern Money Theory school of economics da cui io traggo l’impianto tecnico di questo mio lavoro sul colpo di Stato finanziario che ci sta divorando: la ragione della sfiducia dei mercati verso l’Italia non ha nulla a che fare con Silvio Berlusconi o con il colore del governo del momento. Ci sfiduciano perché sanno che abbiamo adottato l’Euro, che una moneta non nostra, che non possiamo emettere liberamente come emettevamo la lira, e non potendola pi emettere liberamente non possiamo pi garantire che il Tesoro italiano pagher puntuale il suo debito. Questo mette gli investitori nel panico. Non abbiamo pi la Ability to Pay (gergo finanziario). Con Bersani, Monti o Vasco Rossi al governo non cambier un accidenti. I mercati continueranno a sfiduciarci, cio a sfiduciare l’Euro, a sprofondarci nella crisi, e a imporci tassi da rapina per prestarci i soldi.

Leggete sotto (nota: quando i mercati prestano a un tasso sopra al 7%, la nazione ricevente considerata al fallimento).

22 Novembre 2010: L’Irlanda chiede l’intervento del Fondo Monetario Internazionale/UE per salvarsi dal crollo. In quel momento i mercati prestavano all’Irlanda a un tasso usuraio del 8,1%.

11 Ottobre 2011: un anno dopo, cambiato il governo, i mercati ancora prestano all’Irlanda a un tasso usuraio del 8,5%.

23 Aprile 2010: la Grecia chiede l’intervento del Fondo Monetario Internazionale/UE per salvarsi dal crollo. In quel momento i mercati prestavano alla Grecia a un tasso usuraio del 8,3%.

7 Novembre 2011: un anno e sette mesi dopo, cambiato il governo, i mercati ancora prestano alla Grecia a un tasso usuraio del 26%.

4 Maggio 2011: il Portogallo chiede l’intervento del Fondo Monetario Internazionale/UE per salvarsi dal crollo. In quel momento i mercati prestavano al Portogallo a un tasso usuraio del 9,5%.

7 Novembre 2011: sei mesi dopo,
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cambiato il governo, i mercati ancora prestano al Portogallo a un tasso usuraio del 12%.

Per voi pochi naufraghi della ragione ritrovata: una truffa criminale delle elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste. Ci stanno ammazzando e ci dicono che qualcun altro il responsabile.

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Noi nel nostro piccolo, nel nostro target formato da cinquanta milioni di clienti pi che da cittadini, alcuni fattori ci fan piacere e moltiplicano lacrime e sangue.

Migliaia di italiani che faticano ad arrivare alla fine del mese, con figli laureatissimi e disoccupatissimi, posti davanti al dilemma se stare dalla parte del venditore abusivo straniero che vende finte Vuitton a diciannove euro o a quella del vero Vuitton che le vende a millenovecento, non hanno esitazioni: parteggiano per il miliardario.

Migliaia di operai e lavoratori vedono le loro fabbriche migrare verso la Romania, la Bulgaria, la Cina, ma non esitano a scagliarsi contro il marocchino, l’albanese, il bengalese che “ruba il lavoro”.

Decenni fa la buona e brava gente della Nazione era via via illusa di migliorare la sua condizione, di mettersi al sicuro con il posto fisso, poi di fare un salto con la scolarizzazione di massa, poi di trionfare con l’ingegno italiano, il made in Italy,
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la fabbrichetta.

Oggi il posto fisso non c’ pi, il Made in Italy lo importiamo dalla Cina dove lavorano per sei pagati un sesto, la laurea in filosofia viene nascosta e negata persino nei curricula, se no non ti prendono a lavorare al call center o alla cassa del supermercato.

Si impone insomma la piccola borghesia scivolante, che slitta a velocit costante verso il proletariato, pur continuando a odiarlo come negli anni Venti.

Ed intanto qualcuno che sempre stato nella finanza, nella speculazione, nelle banche d’affari loro, che non ha mai sentito il dovere di opporsi a quelli venuti prima di lui che oggi lo sostengono recita il mantra: sobriet, sacrifici, spread, salva Italia, crescita, rigore, liberalizzazioni,
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equit.

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Successe a Bananopoli un paese dove la maggioranza venne convinta che libert, giustizia, prosperit, felicit, ricchezza e ogni ben di dio fosse tutto ci che non fosse stato comunismo.

Un paese che baratt la democrazia con l’idiozia, l’essere con l’apparire e la cioccolata con la merda.

Si diede la colpa a quelli che avevano governato prima il paese, naturalmente, gli stessi che lo governano ora grazie ai fans che sventolano bandiere di tutti i colori, poi vanno a casa, tagliano un pezzo d’asta che tiene la bandiera e se lo ficcano nel culo chiss per quale irrefrenabile, stupido e masochistico senso di appartenenza indispensabile a chi non si basta.

Intanto si trov la soluzione per uscire dalla crisi, si decise di ridurre i benefici ai meno peggio,
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addirittura, uno dei migliori si lanci in una proposta coraggiosa e gradita al popolo che nel frattempo aveva preso in mano i forconi: abolire i feudi (a Bananopoli si chiamavano provincie) e dipingere di verde le auto blu.

Peccato che la proposta fosse stata presentata dai peggiori, non la si poteva accogliere, in fin dei conti era uno dei punti cardine nel programma dei miglioriPoteva il Ministro per l’attuazione del programma lasciare ad altri, i peggiori, una competenza che non li riguardava?

Ecco infatti cosa disse intervistato da un quotidiano il nostro eclettico giudice in veste di ministro in questa occasione:

Ma se in aula settimana scorsa avete bocciato proprio l’abolizione delle province.

Non ho votato, certo che no. Ma le pare? Dovevo andare a votare insieme adAntonio Di Pietro? Quello era un punto del nostro programma non dell’Idv. Assurdo.

E’ vero. E non lo abbiamo fatto perché la Lega a un certo punto ha sposato le province, le ha difese. Il dazio elettorale che ha pagato la Lega stato questo, ha perso voti perché ha ritrattato l’abolizione delle province che sono enti totalmente inutili: non servono, non svolgono alcun ruolo di raccordo, sono superate, inutili ripeto. E le anticipo che il provvedimento non sar realizzato in questa legislatura,
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abbiamo fatto altro.

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Abbiamo sempre saputo chi Stato.

Portavano molotov, ordinavano pestaggi feroci e attentavano all di onesti cittadini disarmati. Lo Stato ha impiegato anni, 11 lunghissimi anni, per dire quello che tutti sapevan gi. Quello che lui sapeva gi. Fin dal giorno prima, di 11 anni fa. Quello che era successo, quello che stava succedendo a Genova, lungo strade di moltitudine quando han mischiato tragedia privata e collettiva. Un ragazzo ammazzato e migliaia di singoli, l fatti popolo, umiliati, violentati sulla pelle e dentro il petto. Impunemente rapiti e nascosti alle famiglie. E malgrado oggi la tela del ragno si sia squarciata anche con sentenze che hanno dimostrato veri i racconti, palese l’omert. Genova stato qualcosa di terribile, un pugno alla Verit e alla Giustizia. Un altro mondo possibile che, per quelle divise, si arrestato, si perso. L fatto perdere. E anche per questo che mi par difficile poter accettare che con la sentenza della Cassazione questi fatti si siano sanati ed abbiano trovato giustizia. Basta una sentenza di un Tribunale, bastano 3 anni di interdizione a 5/6 macellai vigliacchi per tornare ad essere, a credere, in un Stato Democratico? Meglio che nulla certo, ma troppi, troppi, restano gli impuniti. Capi dello Stato, di Governo,politici complici e una pletora di poliziotti vigliacchettie colleghi di questi che hanno fatto, alla scuola Diazuna “macelleria messicana”e che sono stati e sono in silenzio, complici e giustificatori. Legittimatori di omert, di violenze, di illegalit.
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