ugg botas españa La storia di isola Comacina raccontata da Mariangela Fumagalli Una terrazza sul Lario

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Quando sul lago di Como dove crescono gli ulivi e i limoni vivevano i nostri antenati, i milanesi volevano vivere e comandare qui da noi, poiché la citt di Milano era sovente avvolta in una spessa densa insalubre nebbia. Incominciarono cos a lottare e dopograndi e strenue battaglie, i comaschi ebbero la meglio e vinsero.

Da allora, nel giorno di san Giovanni ? il 24 giugno , partendo dall?Isola Comacina, i comaschi indissero una gran festa per commemorare e ricordare anche nel futuro la loro grande vittoria.

Il comandante Attilius fece illuminare tutta la circostante zona, con dei caratteristici lumicini fatti col guscio secco delle lumache, il cui guscio era riempito di olio, ed uno stoppino acceso irradiava la sua luce. Ma erano tanti, infinitamente tanti quei piccoli gusci di lumache trasformate in fiammelle di tremolanti luci?

Il comandante Attilius diede anche ordine a tutti i pescatori ? che erano tanti , di gettare le reti e cominciare a pescare quanto il lago donava; trote, lavarelli, agoni, alborelle, tinche, anguille, e pesci persico. Ordin altres alle donne di cucinare tanto riso e piselli, accendere con della legna i camini e preparare la polenta da mangiare con le ?luganeghe

(salsicce) poi, cucinare ben bene e lentamente allo spiedo l?agnello abbrustolito sulla brace viva. Intanto gli uomini quelli pi anziani, avevano gi provvisto le tavole di buon vino rosso che avevano nascosto in luogo sicuro, gi nelle loro cantine? e fu una gran festa quando l?Amelio con il clarinetto e il Giosu con la chitarra intonarono e diedero il via alle danze. La grande festa s, ora si poteva dire che si era trasformata in un grande festoso, e gioioso giubileo! Pompeo che era un bravo ballerino, volle aprire lui le danze e si scelse come dama la Gelsomina, tutta rivestita a festa, con gli zoccoli nuovi; aveva poi anche intrecciato i capelli neri in modo civettuolo con un grazioso nastro rosso ed era bella, era luminoso quel dolce viso lombardo e su di esso appariva

una sana ed ingenua spontaneit: era gioia serena: che emergeva illuminata sotto il tenuo chiarore di quella magica notte.

Era la prima notte della ?prima? festa di san Giovanni,
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e Pompeo volteggiava festoso nella danza con l?amabile Gelsomina che nella foga, e rapita dall?incanto di quella festa, quando ballava alzando le gambe, mostrava i mutandoni con i pizzi trinati? ma ballava, ballava la Gelsomina guidata dall?esuberante Pompeo ed erano felici con sana felicit. Ci fu una generale esplosione di gioia quando improvvisamente, all?insaputa di tutti, accesero i colorati fuochi d?artificio.

Ancora oggi nella notte di san Giovanni, da tutto il mondo arrivano i turisti per vedere i fuochi di bengala; il lago si riempie di barche, di battelli e motoscafi per la magica notte sul lago di Como? ma manca la vera protagonista di quella festa: ?la gioia serena che emergeva illuminata sotto il tenuo chiarore di quella magica notte? quel volto, la soavit dolce dipinta su quel sorriso lombardo dell?amabile Gelsomina?.

Questa storia raccontata come una favola

mi ha rapita e riportata nei fantastici tempi dove

prevaleva la semplicit e si era felici con poco.

Complimenti alla Signora Fumagalli. che fra l invier anche a tutte le Biblioteche Comunali della zona e alle Scuole di Ossuccio, Sala Comacina, Colonno, Argegno, Lenno, Tremezzo, Menaggio nonché alle Scuole di Bellagio e a quelle di Varenna.

E coinvolgente come pagina di alta letteratura.

Caramente a tutti, a tutti nessuno escluso.

Pubblicato il 16 03 2006 alle 16:24

bellissima questa storia raccontata dalla signora Fumagalli ha molto colpita il fatto che per illuminare la zona hanno utilizzato il guscio delle lumache fantasioso come pensiero povere lumachine!!!! bimba la foto bellissimaaaa scattata tu nella sera di S. giovanni? i fuochi d mi hanno sempre affascinata immagino come sono fantastici vederli specchiare nel lago ti ringrazio per l tuo invito. davvero si accendevano dei lumicini cos fatti

La storia della signora Fumagalli davvero molto ben narrata e coinvolgente proprio come una bellissima favola quanto alla foto. no tesoro io purtroppo non ho visto i fuochi di Isola se non da lontano.

Io ho partecipato a un festa che si svolge nello stesso giorno a San Giovanni di Bellagio.

A proposito delle lumachine.

Venivano raccolte durante l la polpa cucinata a dovere era un saporito e squisito che oggi, in un ristorante normale, lo si paga dai 30 ai 50 Euro. Con una buona polenta (non era necessario che fosse e mandato gi il tutto nella pancina, con del buon Grignolino o anche semplicemente con del Sassella beh! faceva resuscitare i morti. Ora io ho contato nella foto circa 50/60 luci e il loro effetto, per quanto elettrico sia, l da vedere. Ma immaginate voi cari, tutta quella zona (isoletta compresa) illuminata con migliaia di lumini fatti coi gusci di lumache? Il solo campanile della bianca Maddalena veniva incastellato in una intelaiatura sulla quale erano posti i lumicini, e solo sul campanile erano parecchie centinaia Si restava a bocca aperta a vedere uno spettacolo del genere e gli occhi brillavano di emozioni, di gioia. Noi poi poveri mezzi montanari,
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che non avevamo mai visto i fuochi d si diventava matti, e il giorno dopo fra noi ragazzi si studiava il modo per fare altrettanto. Allora c il che opportunamente bagnato, produceva gas (e serviva per l delle lampade portatiti) il resto ve lo lascio pensare a voi, immaginatelo!